la yurta

Abitazione che da millenni ospita i popoli nomadi dell’Asia centrale, la tenda yurta è una struttura che ha la capacità di far sentire subito a casa chiunque varchi la sua soglia; la forma circolare, la trama intrecciata dei legni sulle pareti e quella a raggiera dei pali sul tetto, la cupola tonda al suo apice: tutto nella Yurta avvolge e protegge come una mamma, mentre i materiali naturali rendono l’ambiente salubre e traspirante. Davvero non c’era altra scelta più giusta per ricominciare l’Agrinido, poiché questa tenda è un luogo di per sé magico e vitale, totalmente in linea con la filosofia del dentro-fuori che è alla base della scuola.

L’idea della tenda Yurta è arrivata in automatico perché è una struttura architettonica molto sicura, in linea con le caratteristiche del nostro servizio, bio-ecologica, costruita con materiali naturali e collegata a una cultura pastorale che ci rimanda alle nostre tradizioni. E così, dopo un percorso non semplicissimo, siamo riusciti ad allestirla nell’ultima settimana utile prima della grande nevicata”.

La grande tenda, realizzata con la collaborazione di Coldiretti Marche e il contributo di privati e associazioni, è stata inaugurata il 6 gennaio 2017. “Un’iniziativa importante – aveva sottolineato Francesco Fucili, presidente di Coldiretti Macerata – perché assicurare un servizio come l’agrinido significa frenare il rischio di spopolamento con il trasferimento forzato della popolazione dopo il terremoto e dare un segnale di rinascita per queste zone”.

La Yurta nel frattempo è diventata anche un luogo aggregante: dopo il servizio educativo abbiamo riaperto i laboratori per l’Anffas, gruppi gestiti dalle famiglie che hanno perso la loro sede e hanno voluto mantenere la continuità di relazione con l’azienda agricola e anche questo è molto significativo. Abbiamo poi creato vari incontri intitolati “Yurta letteraria” e altri a carattere formativo per educatori e genitori.

una yurta tradizionale mongola

Questa grande tenda circolare è un luogo capace di riconnettere adulti e bambini alla Terra, è geometria ricomposta dopo l’evento del terremoto, in grado di generare benessere e qualità dei processi di riparazione. E’ luogo di pace che sostiene la diversità e l’incontro. La yurta non è solo un’architettura d’emergenza ma un progetto di lavoro capace di rimettere in discussione i pensieri dell’abitare, delle architetture educative, dell’educare oggi, in un mondo di fragilità esistenziali, ambientali, sociali ed economiche. Per noi la Yurta è stata una risposta resiliente al terremoto e di cultura nei pensieri dell’educare.